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I RETROSCEN@

MI CHIAMO ALICE E HO MOLTI AMICI, PER L’ESATTEZZA 3279

DI: Giada Panico

Tutti pensano e mi dicono che non ho una vita sociale ma per me non è così,   ho molti amici per l’esattezza 3279.
Mi chiamo Alice,  ho 14 anni e al mio decimo compleanno i miei genitori mi hanno regalato un cellulare e da quel giorno non l’ho più abbandonato, da quel giorno ho molti amici che pian piano aumentano, da quel giorno esco di casa solo per andare a scuola. Gli amici di cui parlavo prima dal vivo sono strani,sui social mettevano like e dal vivo nemmeno un saluto…era strano, prima  avevo un gruppo di amici,  con cui  mi divertivo,l’unico difetto era che volevano comunicare verbalmente e non virtualmente e poi mi rimproveravano perché avevo sempre il telefono in mano, …….come mi chiamavano? Ah si, mi chiamavano “dipende” e dicevano che non ero consapevole di questa mia dipendenza, io  non  ne ho mai visto traccia, ero una semplice adolescente nata nell’era digitale a cui piaceva passare del tempo al cellulare.
Comunque, finalmente, dopo la scuola arrivavo a casa,  lì nessuno mi impediva di stare al telefono o al computer perché i miei genitori erano troppo impegnati a litigare e non avevano tempo di pensare a me, solo ora mi chiedo:”Forse ero troppo legata ai mezzi tecnologici per due motivi:  era un modo per dissociarmi dal mondo esterno e non pensare  e  perché erano le uniche cose che mi ricordavano i loro momenti felici.” però ormai quel che è fatto è fatto.

All’ inizio I miei amici reali   mi cercavano continuamente,volevano fare molte cose e cercavano di coinvolgermi,  ma io stavo  bene a casa;  era come se fossi con loro perché partecipavo alle loro dirette,  guardavo le loro stories e i loro post,  più passava il tempo e più loro smettevano di cercarmi, quando non mi hanno  più chiamato, inizialmente non mi preoccupavo,   avevo molti amici su Facebook ma, dopo un po’ sentivo come un vuoto dentro di me,  sentivo la mancanza dei miei amici,  cercavo di riavvicinarmi ma loro non mi accettavano piu   e quindi mi consolavo con il cellulare.

Un giorno mi arriva un messaggio di un ragazzo, dopo un po’  inizia a mandarmi foto un po’ spinte e costringeva anche me a farlo minacciandomi…..avevo paura  non potevo fare altrimenti,   ma nel giro di poche ore le foto erano diventate virali.

 Mi  sono sentita umiliata e stupida, allora per le tanta vergogna riempio la vasca da bagno, vi entro e con un colpo di lametta mi taglio una  vena e muoio sommersa dal mio sangue. Vorrei tanto sapere molte cose e invece sono qua sù,  in cielo, il mondo è più bello visto da qua, sono stata una stupida a volerlo vedere solo virtualmente. Son pentita della mia scelta, potevo essere più intelligente e cercare una soluzione   che non fosse la mia morte.