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Van Gogh alive: tripudio di emozioni

DI: Alessia Bonvino

29 marzo 2019 – l’Istituto Alberghiero di Marconia, ancora una volta è presente.

Noi studenti dell’IPSEOA ci sono recati a Bari per gustare la mostra “Van Gogh alive”- the experience: un allestimento hi-tech. Evento che segna anche la riapertura, dopo 38 anni, del teatro Margherita, uno dei più prestigiosi della città.

In questa mostra non sono presenti realmente le opere  ma,   con circa 50 proiettori,  si proiettano i vari dipinti del pittore fiammingo, con un  sottofondo di musica classica con brani di: Vivaldi; Lalo; Schubert; Bach; Saint-Saëns; Debussy; Tchaikovsky e Hendel.

Sono   proiettate anche alcune sue foto e di suo fratello Theo, ad accompagnare la proiezione c’erano anche degli estratti di alcune delle tante lettere che Vincent scrisse a Theo.

I quadri vengono  proiettati seguendo l’ordine cronologico in cui sono stati realizzati accompagnati da   una spiegazione e  aneddoti sulla vita di Van Gogh soffermandosi, particolarmente, nell’arco di tempo che va dal 1880 al 1890, durante il quale Vincent viaggiò da Parigi a Saint-Rémy fino ad Auvers-sur-Oise.

Questo modo innovativo di fare una mostra, permette un approccio  diverso alle opere  d ’arte.   Van Gogh alive è ,  infatti,  un modo innovativo di approcciare l’arte: attraverso gigantesche proiezioni, che portano  girasoli e notti stellate sui muri, sulle colonne, sui pavimenti.

Con questo strabiliante allestimento hi-tech   ci si trova completamente immersi in quella che è stata la vita del pittore e ancor di più nelle sue opere,  ogni dipinto  proiettato è accompagnato da un musica scelta accuratamente,  ciò provoca  nello spettatore un mix di emozioni indescrivibili.

Inutile dire che è stata una delle esperienze più belle della mia vita, che non  ha fatto altro che confermare la grandezza di questo pittore e di quanto l’arte sia importante per me, facendomi provare un misto di emozioni che vanno dalla gioia dello stare lì, alla serenità che sono l’arte è in grado di dare, fino alla tristezza dovuta alla vita turbolenta di Van Gogh.

Credo non ci sia nulla di meglio del trovarsi completamente immersi nelle opere e nelle emozioni del proprio pittore preferito.

È stato proprio come passare del tempo insieme a lui e conoscerlo ancora di più nel profondo.

Van Gogh alive” è un’esperienza che va fatta, perché potrebbe essere anche un modo per poter sensibilizzare noi ragazzi verso ogni forma d’arte.