ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCRIPTA MANENT

Tante domande ma zero risposte.

DI: Anna Scognamiglio

Milano, Mercoledì 20 marzo 2019, ore 11:40: arriva la telefonata di uno studente “Siamo in pericolo, aiutateci, non possiamo morire a quest’età e in questo modo…”. Cinquanta ragazzi di 11 anni, le insegnanti e la collaboratrice scolastica scampano alla morte durante un attentato in autobus. Ousseynou Sy, l’autista, tenta di uccidere giovani innocenti incendiando il pullman. Prima sequestra i i cellulari, poi chiude con catene le porte d’uscita, lega le mani dei ragazzi con fascette, sparge la benzina sul pavimento, minaccia con un coltello e pistola. I ragazzi capiscono di essere in pericolo, ma mantengono la calma, sperando di uscirne vivi. E proprio uno di loro,  Adam,  con tanta audacia, riesce a nascondere il proprio cellulare e fare in modo che il suo compagno, Ramy, chieda aiuto. Ai carabinieri arriva la telefonata e riescono a tirar fuori i ragazzi da quel pericolo prima che avvenga la catastrofe. Fortunatamente, nessuna morte,  nessun  ferito.

Ousseynou Sy si giustifica dicendo che l’autobus ha preso fuoco scontrandosi con l’auto dei carabinieri. Finisce in carcere, giustizia è fatta. Ma qual è stata la vera causa di ciò?  al carcere afferma: “Volevo vendicare gli immigrati morti durante il naufragio, vendicare la mia razza”.

Il padre di Ramy ha avanzato la richiesta di cittadinanza italiana per il proprio figlio; cittadinanza che ha visto il “sì” da parte del Viminale.

Ma chi dice che non si ripeteranno episodi del genere? Chi può dimostrare che il nostro Paese sia in salvo? Chi ci conferma che non ci sono e non ci saranno altre “schegge impazzite” come Ousseynou Sy? E se tutti noi fossimo in pericolo? Tante domande ma zero risposte.