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La rivoluzione nei videogiochi

DI: giuseppe cuttaia

Si è tenuto un paio di giorni fa a San Francisco, presso il Moscone Convention Center; il più grande raduno di sviluppatori professionisti di videogiochi: il Game Developer Conference (GDC). Tra tutti i prodotti presentati quello che ha attirato l’attenzione è stato, senza alcun ombra di dubbio, Stadia. Il termine deriva dal greco e significa proprio ‘stadio”. Stadia sarà un servizio di Google che verrà presentato entro la fine del 2019 e permetterà a tutti gli appassionati di giocare in streaming con tutti i giochi presenti sul mercato da qualsiasi dispositivo indipendentemente dalla sua potenza e dalle sue performance. Quindi non solo dalla console o da un pc, ma anche da un telefono o tablet. Due delle più importanti feature di cui si potrà usufruire con Stadia saranno: la possibilità di poter giocare ad un videogame semplicemente sfruttando un link che si potrebbe trovare, per esempio, alla fine della pubblicità o di un gameplay; la seconda caratteristica innovativa e veramente sorprendente di Stadia è la possibilità di condividere uno specifico momento del gioco con altri player iniziando a giocare esattamente da quel punto. Inoltre Google ha dichiarato che sarà possibile streammare i giochi ad una qualità altissima: 4K 60fps, che in futuro potrà diventare 8K 120fps. Ma come sarà possibile tutto questo? Grazie alla smisurata potenza dei server Google che sono sparsi in tutto il mondo. Sono proprio essi il punto forza di questo servizio, infatti, a differenza di altri competitor come: Playstation now e xbox live (che permettono sono lo streaming sulle console proprietarie) Google ha le capacità non solo per quanto riguarda la potenza, appunto, dei server ma anche la potenza economica. Google rientra infatti nelle 5 aziende con il capitale più alto. Trovo questo annuncio da parte di Google una grande innovazione in ambito videoludico. Del resto a Google serviva un modo per entrare in quest’ambito in modo repentino. Voglio finire quest’articolo ricordando una affermazione del teem di Google: << Il futuro non è in una scatola>.