ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL GIORGIALINO

M’illumino di meno: il basilico

DI: Marta Amoroso

Oggi è il 6 Marzo 2020, GIORNATA MONDIALE DEL RISPARMIO ENERGETICO con lo slogan di “M’illumino di meno”.
La campagna quest’anno è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante e il verde intorno a noi per invertire il cambiamento climatico e frenare il  riscaldamento globale.
Come ogni anno, la nostra scuola e in particolar modo la nostra classe, la III A, ha risposto con molto entusiasmo al progetto e abbiamo deciso di piantare delle piante aromatiche e noi abbiamo scelto il basilico.
Il basilico è una pianta erbacea annuale alta fino a 60 cm, con foglie opposte, ovali, lanceolate, a volte bollose, di 2-5 centimetri di lunghezza. Il colore delle foglie varia dal verde pallido al verde intenso, oppure è viola o porpora in alcune varietà. I fusti eretti, ramificati, hanno una sezione quadrata come molte delle Lamiaceae, e hanno la tendenza a divenire legnosi e frondosi. Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C, come nel clima mediterraneo; gradisce annaffiature frequenti, ma con un suolo ben drenato, in quanto i ristagni d’acqua sono dannosi per le radici. Si coltiva negli orti o in vaso.
Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Le sue piante devono essere regolarmente cimate, asportando gli apici vegetativi e i fiori, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi.
Originario dell’India, il basilico è utilizzato tipicamente nella cucina italiana per via del marcato profumo delle sue foglie, che a seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente.
Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon (phyton) (“pianta regale, maestosa”), da basileus “re”.
Come accennato prima, la pianta, fortemente aromatica, è utilizzata nelle cucine italiane e asiatiche. Viene inoltre impiegata tradizionalmente in alcune medicine popolari:
-In cucina il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo; lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale, liberandone l’aroma. In frigorifero si può conservare per qualche giorno, avvolto in un canovaccio da cucina. Le foglie congelate conservano, invece, il sapore per diversi mesi. Insieme a formaggio, pinoli, aglio e olio di oliva, è l’ingrediente base del pesto genovese, la salsa tipica della cucina ligure. Il suo olio essenziale è utilizzato per la preparazione di profumi e liquori; dalla distillazione della pianta fresca si ottiene un’essenza contenente eucaliptolo ed eugenolo.
-Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa e antinfiammatoria. Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C, come nel clima mediterraneo contro l’indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L’olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi.
Insomma abbiamo proprio scelto bene la pianta da coltivare e sono sicura che in tutta la scuola si sentirà il profumo intenso del nostro basilico. L’anno scorso abbiamo letto in classe una novella del DeCamerone di Boccaccio intitolata Lisabetta da Messina. La protagonista curava con amore un vaso di basilico nel suo balcone perché sotto la terra nascondeva la testa del suo amante ucciso dai suoi fratelli. Una novella un po’ macabra che ci ha molto colpito!