ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL GIORGIALINO

Rieducare per fermare la violenza sulle donne

DI: Emmanuel Filippazzo

L’idea che le molestie e le violenze inflitte alle donne siano normali e accettabili deve cambiare. Ogni anno in Italia i dati che si registrano relativi ad atti di violenza e femminicidi sono sempre più numerosi. Proprio nei giorni scorsi sul web girava il video di una ragazza di 19 anni che è stata picchiata per le strade di Andria da un uomo di 29 anni, fermato con le accuse di stalking, lesioni personali e minacce. Nei video si vede la ragazza presa a calci e pugni e, ciò nonostante, la vittima non ha denunciato il suo aggressore. A farlo è stato un cittadino che ha filmato tutto permettendo l’identificazione dell’uomo. Ciò dovrebbe spingerci a capire che denunciare non sempre è facile e che per farlo occorre coraggio, ma soprattutto sostegno. La violenza nei confronti della donna è una grave violazione dei diritti umani ed è per questo che a scuola abbiamo discusso a lungo su ciò che accade nella nostra società e abbiamo avuto modo, leggendo, di conoscere storie interessanti di donne forti, che hanno lottato contro le violenze subite. Una di queste è Lydia Cacho Ribeiro, una giornalista di 50 anni, originaria del Messico, minacciata di morte, scampata a ben due attentati e rapita e per aver raccontato come le donne e i bambini nel suo paese vengano torturati fisicamente e psicologicamente. Il dibattito che è stato avviato in classe ci ha permesso non solo di conoscere ciò che accade nel mondo e quanto difficile sia stato finora il percorso che la donna ha dovuto compiere per tutelare i propri diritti, ma soprattutto ci ha portati a riflettere su un concetto molto importante, quello di rieducazione sentimentale. Secondo Lydia Cacho dobbiamo partire dai bambini, conservarli liberi, non guastarli, farli forti…Fare della scuola il più bel centro antiviolenza del mondo. Insomma dobbiamo cominciare dall’educarci al rispetto, al dialogo, alla parità di diritti, a pensare che certi ruoli o mansioni non  siano solo femminili, dobbiamo partire  dalla capacità di comunicare e di pensarci come uguali e liberi. Noi ragazzi ci stiamo provando: le letture, i cartelloni, gli spot pubblicitari a cui abbiamo dato vita in classe sono un piccolo passo in una società piena di problemi, ma comunque un passo avanti per poter cambiare il mondo.