ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL GIORGIALINO

Strane coincidenze

DI: Marta Amoroso

La scuola è iniziata e con essa tutte le varie lezioni di ogni singola materia: matematica, storia, scienze e geografia, ma anche antologia, ed è proprio su questa materia che ho pensato di scrivere ciò che mi è capitato.
Era un lunedì e la prof di italiano spiegava il “racconto fantastico”. Questo racconto può essere suddiviso in  fantastico visionario, al quale appartengono tutti quei racconti che mettono in primo piano l’elemento spettacolare, fatto di visioni allucinate, di mondi incantati e apparizioni di fantasmi; e fantastico quotidiano, al quale appartengono quei racconti in cui le situazioni descritte sono all’inizio del tutto normali, ambientati in luoghi della vita quotidiana, ma presto accade qualcosa che svela l’esistenza di misteriose forze sovrannaturali.
Studiando la lezione mi sono ricordata di una cosa che mi è accaduta veramente e che somiglia tanto alla trama di un vero e proprio racconto fantastico!
ERA UNA MATTINA DI INIZIO OTTOBRE e COME OGNI MATTINA MI STAVO PREPARANDO PER ANDARE A SCUOLA. MI ERO SVEGLIATA CON UNA STRANA SENSAZIONE, AVEVO SOGNATO SICURAMENTE QUALCOSA, MA NON RICORDAVO COSA.
ARRIVAI A SCUOLA, MISI I LIBRI SUL BANCO E LA PROFESSORESSA INIZIO’ A SPIEGARE; TRA UNA ARGOMENTO ED UN ALTRO SI PARLAVA DEI NONNI, GUARDA CASO ERA IL 2 OTTOBRE, PROPRIO IL GIORNO IN CUI VENGONO FESTEGGIATI.
IL MIO PENSIERO ANDO’ SUBITO A MIO NONNO, IL MIO “SUPER NONNINO” (COME LO CHIAMAVO IO) CHE DA QUALCHE ANNO FESTEGGIAVA IN UN POSTO LONTANO, LASSU’, DOVE IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU; LE SUE BRACCIA ORMAI SI ERANO TRASFORMATE IN SPLENDIDE ALI, DI QUESTO NE ERO CONVINTA!
SUONO’ LA CAMPANELLA E IL RUMORE MI DISTOLSE DA QUEL PENSIERO.
FINI’ LA MIA GIORNATA SCOLASTICA, USCII DA SCUOLA E ANDAI INCONTRO ALLA MIA MAMMA CHE MI ASPETTA VA ALL’USCITA E MENTRE CAMMINAVO MI SI POSO’ PROPRIO SULLE SPALLE UNA PICCOLA PIUMA, NON CI FECI SUBITO MOLTO CASO, LA TOLSI E CONTINUAI A CAMMINARE.
SALII IN MACCHINA E GUARDAI FUORI DAL FINESTRINO, AMMIRAI IL CIELO, ERA DI UN AZZURRO BELLISSIMO!
TORNAI A CASA, PRANZAI, MI RIPOSAI MEZZ’ORETTA E PRESI LO ZAINO PER INIZIARE A STUDIARE. COSA TROVAI APPOGGIATA AL MIO ZAINO? UNA PIUMA!
NO, STAVOLTA NON ERA PROPRIO UN CASO, SEMBRAVA SURREALE, MA IO CI CREDEVO, QUELLA ERA UNA PIUMA CADUTA DALLE ALI DI MIO NONNO! ERA IL SUO MODO PER FARMI SENTIRE MENO LA SUA MANCANZA E DIMOSTRARMI CHE E’ SEMPRE PRESENTE VICINO A ME!