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A NOI LA PAROLA

Libia: affare internazionale

DI: Amerigo Ambrosi

Sulla Libia, il faccia a faccia al Cremlino è stato preceduto da almeno due telefonate nei giorni scorsi tra Merkel e Putin. Il tema è stato affrontato dalla cancelliera anche in un colloquio telefonico con Donald Trump, nelle ore drammatiche successive alla morte di Soleimani in cui si temeva una reazione militare americana contro Teheran che avrebbe potuto scatenare un conflitto dalle conseguenze imprevedibili.

La cancelliera è perfettamente consapevole che, senza la Russia e la Turchia, la fine delle ostilità militari in Libia è un miraggio: il 24 gennaio sarà ad Ankara per parlarne anche con il presidente turco Erdogan. E Putin ha confermato oggi di appoggiare il “processo di Berlino”, come lo ha chiamato il ministro degli Esteri tedesco. Nonostante l’avanzamento delle truppe di Haftar verso Tripoli, la Germania è impegnata a favorire una soluzione politica del conflitto e ad evitare un’altra guerra, la guerra avvenuta in Siria ne è un esempio, come ha sintetizzato Heiko Maas, Ministro degli Esteri tedesco, alla vigila del viaggio. Ossia un conflitto militare che sfoci in una spartizione di potere e territori tra Russia, Turchia e le potenze del medio oriente in un Paese cruciale per le riserve energetiche e per i flussi di migranti verso l’Europa.