ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL M@GICO GIORN@LINO

Celestino V

DI: Federico Rattenni

Basilica di Collemaggio L’Aquila

Pietro Angelerio, in seguito chiamato Fra Pietro da Morrone, divenuto Papa col nome di Celestino V e canonizzato come San Pietro da Morrone confessore, nacque nel Molise nel 1215 da Angelo Angelerio e Maria Leone, contadini poveri, onesti e profondamente religiosi. Penultimo nato di 12 fratelli, dopo la morte prematura del padre, si dedicò fin da ragazzo al lavoro dei campi. Pur non essendo nato a Sulmona, la sua storia si intrecciò fortemente con questa città. Nel 1231 decise di vestire l’abito benedettino ma a 20 anni, insoddisfatto della vita spirituale dell’ordine, si ritirò in una grotta sul monte Porrara, nei pressi di Palena. Nel 1238 andò a Roma dove fu ordinato sacerdote nel 1241. Celebrò la prima messa nella chiesa di San Pietro in Montorio e tornò in Abruzzo, stabilendosi alle falde del monte Morrone, prendendo come modello di vita S. Giovanni Battista: non beveva vino, non mangiava carne e praticava quattro Quaresime l’anno. Nel 1259 fra’ Pietro da Morrone ottenne i finanziamenti per costruire l’Abbazia Morronese, detta di Santo Spirito. Verso il 1265 fra’ Pietro fece costruire l’Eremo di Sant’Onofrio, patrono degli eremiti, dove si ritirò in preghiera ed eremitaggio solitario. Qui nel luglio del 1294 fu informato dell’avvenuta elezione a Pontefice.
La cerimonia di incoronazione avvenne il 29 agosto nella Basilica di S. Maria di Collemaggio a L’Aquila, che egli stesso aveva fatto costruire qualche anno prima. Il nuovo Pontefice volle concedere al popolo dei credenti il dono di una grande indulgenza, che un mese più tardi ufficializzò con uno scritto: la Bolla della Perdonanza. Il fatto rimasto alla storia non è tanto la sua elezione quanto la celebre rinuncia al papato avvenuta dopo soli cinque mesi e precisamente il 13 dicembre 1294. Il suo successore, Bonifacio VIII, protagonista di numerose e poco nobili vicende, arrivò ad imprigionarlo nella Rocca di Fumone (Frosinone) dove morì solo e dimenticato il 19 maggio del 1296. La fama di Celestino, tuttavia, non morì e nel maggio del 1313, fra’ Pietro venne elevato agli onori degli altari col nome di San Pietro del Morrone confessore, con una solenne cerimonia nella cattedrale di Avignone e alla presenza del Papa Clemente V. L’ordine dei Celestini fu istituito nel 1274 da Gregorio X e arrivò a contare 96 monasteri italiani e 21 francesi. L’ordine scomparve in Francia nel 1789 e in Italia nel 1807. Gran parte delle chiese da lui volute o a lui dedicate sono eremi interessanti da visitare:
– Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L’Aquila)
– Eremo di Sant’Onofrio al Morrone (Sulmona)
– Eremo di Santo Spirito a Majella (Roccamorice)
– Eremo di Sant’Onofrio (Serramonacesca)
– Eremo di San Bartolomeo in Legio (Roccamorice)
– Eremo della Madonna del Rosario (Palena)
– Eremo di San Giovanni all’Orfento (Caramanico Terme)
– La chiesetta della Croce (Cerreto)
– S. Maria de Criptis (delle grotte), nominata anche in un documento del 500 e vicina alla grotta abitata da Celestino.

Classe I Scuola Secondaria di I grado di Palena