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“ PERSONA”: ULTIMO ALBUM DI MARRACASH

DI: Francesco Cambareri

di Cambareri Francesco

Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash (soprannome datogli fin da piccolo a Barona date le sue origini siciliane) torna dopo tre anni dal suo ultimo lavoro, quattro da solista, con il suo nuovo album “Persona”, un concept album diviso in 15 tracce, ognuna rappresentante una parte del corpo del rapper milanese. Dal rap al pop, passando dal rock e la techno, l’album risulta molto versatile e orecchiabile anche per i meno appassionati del genere. Nello scorrere dei brani non mancano i contenuti, la vita personale e i pensieri di Fabio che riesce sempre con una metrica quasi perfetta a raccontare e raccontarsi. Il disco viene arricchito dai featuring, scelti accuratamente quasi come se riuscissero a reincarnare le vere parti del corpo del rapper di Barona. Marracash nello scorrere dell’album racconta in modo diretto il periodo buio vissuto negli ultimi anni e la sua voglia di riscatto. L’album suona così forte e pieno di rabbia ma allo stesso tempo armonioso e malinconico, tendente alla tristezza.” Persona” si apre all’ascolto con “Body Partes – i denti”, un vero e proprio preludio a ciò che sarà tutto l’album. La canzone è prevalentemente autocelebrativa e nel corso della canzone Marracash racconta prima del suo ruolo nella scena musicale di quest’anno e in seguito fa riferimento ai brani dell’album, descrivendone brevemente ogni traccia. La canzone si conclude con la celebre citazione all’omonimo film del 1966 “Persona” di Ingmar Bergman. “Tu vuoi essere, non sembrare di essere” è un appello a se stesso, un appello a volersi distaccare dal personaggio per ritrovare e mostrare il suo vero “io” nascosto per troppo tempo nell’ombra di Marracash. La seconda traccia dell’album intitolata “Qualcosa in cui credere – lo scheletro” lo rivede in collaborazione con il suo amico e collega Gue Pequeno, nome d’arte di Cosimo Fini con il quale ha condiviso gran parte della sua carriera musicale. La traccia parla di una parte cupa e dolorosa della vita dei due artisti che, sempre più vicini al limite, non riescono più a trovare un qualcosa in cui credere, visto che ogni cosa che li ha sempre circondati in questo mondo, perfino la più bella, si è successivamente rivelata come bugia. “Quelli che non pensano – il cervello” è invece la terza traccia dell’album che vede la partecipazione di Tiziano Albanese detto Coez. Tiziano nella traccia avrà il compito di rappresentare il cervello, cantandone il ritornello. La canzone è una denuncia alla cultura moderna, alla politica, all’abuso dei social e al giornalismo che soggiogano l’uomo ignorante da una propria corrente di pensiero. “Appartengo – il sangue” vede la partecipazione di Massimo Pericolo, pseudonimo di Alessandro Vanetti, New Entry della scena rap italiana, che cucirà il ruolo del sangue. Il motivo della scelta di Fabio di affidare questo compito al rapper di Gallarate è semplice e chiaro; Alessandro per la qualità dei propri testi, per le potenzialità e per la sua forte personalità rispecchia perfettamente quello che Marracash era ai tempi del suo esordio. “Poco di buono – il fegato” è la seconda traccia da solista, la quinta dell’album, è una delle canzoni più cattive e dirette dell’album dal sound molto rock. La canzone attacca prepotentemente la società; tutta la traccia gira, come dice l’artista, in un “gioco dei se” dove Marracash elenca diverse situazioni da immaginare che cambierebbero radicalmente il mondo e la coscienza umana. Perfetto è anche l’ordine dei brani, a far prendere fiato all’ascoltatore dai temi più cupi e profondi dell’album infatti ci pensa la sesta traccia dell’album “Bravi a cadere – i polmoni”, la prima delle due canzoni d’amore presenti al suo interno. Qui Fabio racconta il modo in cui cerca invano di gestire la rabbia e la frustrazione nella sua vita privata in relazione alla sua metà e a se stesso. “Non sono Marra – la pelle” in collaborazione col vincitore di Sanremo 2019 Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood è invece la traccia numero sette del disco. L’idea della canzone nasce dal web o meglio, dai “Meme”. La canzone, in parte autoironica e dalla dolce sonorità, riesce a trattare in modo leggero il tema del razzismo. “Supreme – l’ego” vede invece per la traccia numero otto la collaborazione con ben due artisti giovani ma di spessore: il giovane prodigio Davide Mattei aka Tha Supreme, ragazzo di appena 18 anni compiuti, dal talento cristallino e Gionata Boschetti che tutti conosceranno perfettamente con il nome di Sfera Ebbasta, la star di fama internazionale che ha macinato record su record della discografia italiana. Ai due spetta rappresentare una delle parti più intime e interiori di Fabio, ovvero l’ego. La canzone non eccelle nei contenuti ma grazie all’originale sonorità è una delle più godibili e orecchiabili dell’album. All’uscita del disco ha infatti subito occupato la prima posizione delle classifiche Spotify. La posizione numero nove della tracklist spetta invece a “Sport – i muscoli”, il featuring questa volta è una vecchia conoscenza del rapper di Barona: Luca Imprudente alias Luché. La traccia è una delle più autocelebrative e spicca in tecnica e metrica, dove i due rapper sfoggiano arrogantemente il loro talento e la loro fama. “Da buttare – è la traccia numero dieci del disco in cui Marracash senza peli sulla lingua racconta ogni parte di sé, anche la più esibizionista. Il brano cade nel volgare e nel grottesco ed è presente una totale ostentazione verso i soldi, che l’artista considera “da buttare” Nella traccia numero undici l’album riprende il tono tanto profondo e personale intrapreso all’inizio. “Crudelia – I nervi” è la seconda canzone d’amore di “Persona”, dove Fabio racconta di una relazione tossica avuta con una ragazza. Nella canzone Marracash mette a dura prova i suoi nervi, annegando nella nostalgia di una relazione finita. Una relazione dura e sofferente condivisa con una compagna perfida e manipolatrice. Marracash da questa esperienza si sentirà privato delle forze, del suo orgoglio e dell’amore. Dopo il punto più basso toccato negli ultimi anni, Marracash riparte da “G.O.A.T – il cuore”. La dodicesima traccia di “Persona” racconta della sua ricerca della felicità, una felicità di coppia che nella solitudine non avrebbe potuto trovare. Fabio cerca un punto da cui ripartire e cerca di trovarlo in se stesso. Il nome “G.O.A.T.” nel titolo non sarebbe altro che l’acronimo di “Greatest Of All Times” ovvero “il più grande di tutti i tempi” termine accostatogli spesso dagli estimatori e amanti del genere. Si apre dunque la traccia numero tredici: “Madame – l’anima” dove la voce di Fabio sarà accompagnata da quella di Francesca Calearo, ragazza di 17 anni che in arte si fa chiamare Madame. Francesca avrà il compito di rappresentare la parte più intima e pura del rapper, la sua anima. Il brano ci trasporta in una dimensione tra sogno e realtà dove dopo un’ infinita ricerca, accompagnata da tradimenti, fallimenti e scelte sbagliate, giungerà la figura della “donna perfetta”. “Tutto questo niente – gli occhi” è il penultimo e quattordicesimo brano di Persona in cui Marracash racconta del suo successo e di tutto ciò che ha portato. Il successo ha cambiato profondamente la vita di Fabio e, se da un lato il rapper attraverso esso riesce a possedere tutto quello di cui ha bisogno, dall’altro non ha aggiunto niente di concreto al suo essere, domandandosi se tutti i sacrifici fatti per arrivarci ne valessero davvero la pena. La trackist si conclude con la traccia numero quindici “Greta Thunberg – lo stomaco”. La canzone è una vera e propria critica alla razza umana e sottolinea le ideologie ambientali dell’ omonima ragazza svedese. Il ritornello, curato da Cosmo, pseudonimo di Marco Jacopo Bianchi, ha un messaggio chiaro e diretto: la nostra razza si sta estinguendo e noi ne siamo i più grandi artefici. L’album di Marracash è senz’altro il ritratto perfetto della società di oggi, Fabio, spogliandosi dal personaggio, è riuscito nel corso dei brani a rispecchiare ogni sua parte umana, riuscendo a interpretare benissimo ogni essenza dell’uomo. “Persona” è un album dai mille contenuti ed è l’esempio perfetto della musica ascoltata dai ragazzi al giorno d’oggi. La musica non è morta, né è la rovina delle nuove generazioni, sta solo al pubblico andarla a trovare.