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Storia di oggi- Naufraghi senza volto di Sara Amonini 3B

DI: Valentina Galbusera

Storia di oggi- Naufraghi senza volto

MAkkox – La storia del bambino di 14 anni del Mali morto nel mar Mediterraneo 

Quando sono partito non mi aspettavo certo che il mio viaggio sarebbe finito cosí … e invece ora sto affogando, insieme ai miei sogni e alle mie speranze. Ho solo 14 anni e il mio Paese di origine è il Mali, uno stato che si trova nell’ Africa occidentale. Lí vivevo con mia madre, mio padre e i miei fratelli. Quando ero piccolo, la mia famiglia ed io vivevamo tranquillamente e, nonostante le nostre condizioni di vita modeste, i miei genitori cercavano di non farmi mancare nulla; io non mi lamentavo, anche perché sapevo che mio padre faceva molti sforzi per noi lavorando in una grande piantagione di cotone. I miei fratelli ed io  frequentavamo la scuola perché nostro padre credeva che, se avessimo studiato, avremmo avuto un futuro migliore. Il viaggio per arrivare nella struttura scolastica era abbastanza lungo ma io ero sempre felice di avere avuto l’occasione di potervi andare.

La situazione del mio Paese e così della mia infanzia, però, è cambiata quando, alcuni anni fa, c’è stato un colpo di Stato di matrice militare ed è scoppiata una guerra civile. Inoltre, nell’ultimo periodo, le forze jihadiste stavano assumendo sempre di più il controllo del nostro territorio e questo comportava continui attacchi terroristici, violenze ed intimidazioni che e mettevano  rischio le nostre vite. Spesso mia madre mi parlava dell’Europa, un continente lontano in cui tutti vivevano in condizioni agiate e non c’erano guerre o azioni terroristiche e che presto avrei raggiunto per scappare dalla nostra situazione, che diventava sempre più pericolosa. Quel luogo, “EUROPA”, mi avrebbe offerto l’occasione di trovare un buon lavoro e condizioni di vita migliori. Cosí una sera, dopo l’ennesimo attacco da parte dei jihadisti, i miei genitori mi hanno detto di prepararmi perché il giorno seguente avrei dovuto affrontare il viaggio verso l’Europa.

Terrore e angoscia. Come avrei potuto affrontare un viaggio così lungo e pericoloso verso un paese di cui non sapevo quasi nulla? Inoltre sarei stato solo, dato che i miei fratelli erano troppo piccoli per venire con me e sicuramente non sarebbero riusciti ad affrontare quel tragitto. Tuttavia mi sono fatto coraggio e ho pensato che, se lo avessi fatto e fossi riuscito ad arrivare a destinazione, avrei potuto avere una vita migliore inoltre e, se avessi trovato un lavoro, avrei potuto spedire dei soldi alla mia famiglia in modo da aiutarli a sopravvivere in quel paese di estrema povertá, e, forse, un giorno sarebbero potuti venire a vivere con me in Europa. Mio padre mi ha spiegato come si sarebbe svolto il viaggio: la mattina seguente, insieme ad un gruppo formato da altri migranti, avrei dovuto camminare fino alle zone desertiche che si trovavano a nord. Lì avremmo trovato un camion che ci avrebbe trasportati clandestinamente fino alle coste, dove saremmo saliti su un barcone diretto verso l’Europa. Prima di andare a dormire, ho preparato uno zaino in cui ho messo ciò  che sarebbe servito per il viaggio, ovvero dell’acqua, del cibo e i soldi per pagare i trafficanti. Il denaro era molto e sapevo quanto mio padre avesse dovuto aveva dovuto faticare per guadagnarli. Avevo anche cucito una tasca nella mia giacca in cui avevo messo la mia pagella in modo da non perderla. Era l’ultima, la migliore: avevo tanto studiato per ottenere quei risultati. All’arrivo in Europa, avrei potuto certificare le mie conoscenze ad un datore di lavoro oppure l’avrei consegnata alla scuola che avrei frequentato.

La mattina seguente, quando mia madre mi ha svegliato, ho provato molta ansia pensando a ciò che mi sarebbe aspettato quel giorno. Mi sono preparato velocemente, mi sono guardato intorno: i miei occhi dovevano fotografare ogni dettaglio.

Dopo aver salutato tristemente la mia famiglia per l’ultima volta, ho iniziato a camminare con le altre persone verso il deserto. I miei compagni di avventura erano tanti, tutti uomini adulti, io ero il più giovane. Il viaggio è stato molto stancante, anche a causa del clima arido e della conformazione montuosa del territorio, e, dopo il primo giorno di viaggio, avevo già finito tutta l’acqua che avevo portato con me.

Era la prima notte lontana da casa, la tristezza, la speranza, l’attesa … troppe le emozioni che provavo.

SARA AMONINI – 3 B Calvino