ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

CERBERI VOX

LA FOLLA

DI: Sabrina Tuttafesta

La folla è quella mostruosità molteplice che, presa un pezzo alla volta, sembra  formata da uomini ragionevoli ; ma, confusa insieme, fa una sola grande belva .

È famoso il detto latino secondo il quale senatores boni viri, senatus mala bestia e cioè che, presi a uno a uno, i senatori sono persone brave, ma quando costituiscono tutti insieme il senato si trasformano in una sorta di bestia indomabile. Da questo possiamo dire che la folla è informe , non ha un pensiero ma si manifesta con sole azioni è formata da un miscuglio accidentale di uomini che nascondendosi nella massa perdono la soggettività.  L’ uniformità del pensiero crea l’ azione unitaria e colui che si nasconde nella folla viene considerato un inetto.

La folla può esaltare una persona come la può anche diffamare , tutto è dipeso dall’ opinione pubblica può essere influenzata dalle pubbliche relazioni e dai mezzi di comunicazione di massa. In aggiunta, i mass media oggi utilizzano un’ampia gamma di tecniche pubblicitarie per diffondere il proprio messaggio e cambiare l’idea delle persone. Essa esprime la somma delle opinioni dei singoli, che la comunicano nei modi più disparati utilizzando gli strumenti di comunicazione tipici del web : in questo modo ogni singola persona diventa artefice delle decisioni di chi li rappresenta. È responsabilità dei cittadini ed è nel loro interesse formarsi un’opinione il più possibile chiara ed obiettiva, visto che la propria singola opinione ha il potere, in ultima analisi, di far decidere a chi li governa quali decisioni prendere.

Nel corso della storia ci sono stati vari esempi della folla in rivolta come i moti di Milano degli anni di Piombo  che furono una rivolta di una parte della popolazione di Milano contro il governo. Gli scontri avvennero a seguito di manifestazioni da parte di lavoratori che scesero in strada contro la polizia e i militari per protestare contro le condizioni di lavoro e l’aumento del prezzo del pane dei mesi precedenti, come avvenne anche in altre città italiane nello stesso periodo.

L’inizio degli anni di piombo si sovrappone al periodo della contestazione studentesca, che interessò l’Italia e l’Europa. Dopo le proteste studentesche arrivarono le lotte dei lavoratori per i rinnovi contrattuali, con forti contrasti nei posti di lavoro e nelle fabbriche. Era il cosiddetto «autunno caldo».

Oggi quanto sta avvenendo a Hong Kong nutre lo stesso dubbio di quanto accade quelle rare volte in cui in Cina si viene a conoscenza di una qualsivoglia protesta contro il regime comunista: il Governo accusa i manifestanti di “rivolta reazionaria”, avendo così il via libera all’uso della forza anche spropositata per sedare ogni possibile manifestazione. Le maxi proteste hanno così fortemente colpito l’opinione pubblica non solo asiatica per un semplice ma decisivo motivo: vedere il popolo di Hong Kong ribellarsi fino a tal punto per impedire nuove leggi di subalternità alla Cina non è così visibile proprio tutti i giorni, specie con manifestazioni di norma pacifiche con il simbolo dell’ombrello aperto sopra la propria testa a identificare la protezione che il popolo di Hong Kong chiede al proprio Governo, invece che “svendersi” alla Cina.

Un altro esempio è la sommossa popolare che si scatena a Milano nei giorni 11 e 12 novembre 1628, per questo detta “tumulto di S. Martino” o anche “rivolta del pane”che  viene descritta nei capitoli  XI, XII e XIII del romanzo dei Promessi Sposi e vede Renzo come spettatore interessato agli eventi.