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DIODORINO NEWS

“Ho paura!”

DI: Alida Brazzaventre

“Ho paura!” Vive così l’ingresso nel grande mondo della scuola un piccolo uomo di tre anni già capace di scandagliare il suo animo ed esprimere una così profonda emozione quale è la paura; la paura dell’ignoto, quella che ti torce le budella e ti fa rigirare nel letto, quella che, da adolescente e ancor più da adulto, provi a travestire di spavalderia, sorrisi, riservatezza o qualunque altra arma si sia imparato ad usare nel tempo.
Ma un bambino di tre anni non ha armi se non rifugiarsi fra le sicure braccia di mamma e papà e aspettare…e scoprire che pian pianino può lasciarle quelle braccia, solo per un po’, giusto il tempo di guardarsi intorno e accorgersi che anche gli altri bambini vivono le sue stesse emozioni.
E allora, fra una spintarella ed un ‘è mio!’ si armeggia con i tanti giocattoli della sezione che, nonostante non siano sempre nuovi o alla moda, mantengono il loro fascino e diventano da subito compagni d’avventura e distrazione; si curiosa fra le merendine e gli zainetti con i personaggi più amati e pronti sempre a diventare una sorta di ‘copertina di Linus’, il legame con la propria casa; e intanto lo sguardo volge verso quegli adulti -perfetti estranei- che ti sorridono, ti parlano, ti abbracciano, ti prendono per mano per tranquillizzarti.
Si può intuire facilmente il pensiero di un bambino di tre anni, sembra che dica a se stesso: “Tutti mi dicono che devo chiamarle maestre, che ora sono grande e starò con loro per un po’ di tempo, ma…”
Cos’è il TEMPO? Quanto dura? Come “funziona”?
I bambini vivono un tempo senza tempo.
Capita a tutti: sembra che il tempo voli quando ci si diverte e che sia interminabile quando ci si annoia. Figuriamoci come possa essere percepito da un bambino!
Cosa fare allora, se non prendere respiro e rallentare affinché i tempi di noi adulti possano, per qualche giorno, accompagnare quelli dei nostri bambini e non il contrario.
E allora, ove possibile, evitiamo le solite corse mattutine: fare una colazione più lenta, finire di guardare un cartone animato, ascoltare una bella canzone in auto, un sorriso e un lungo abbraccio potrebbero essere la giusta via per ridare sicurezza al proprio figlio portandolo ad avvicinarsi alla scuola come ad un ambiente accogliente e sicuro in cui poter vivere un tempo più o meno lungo, ma nella certezza che le braccia di mamma e papà saranno sempre pronte a stringerlo forte.

Maestra Alida