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Il giorno dei morti: tradizione, cultura e “romanticismo”!

DI: Carla Fascetto

In Italia, ma in modo particolare e “romantico” in Sicilia, il 2 novembre si festeggia la festa dei morti. Questa è una tradizione molto antica, basata sulla credenza cristiana che i nostri cari defunti sono sempre accanto a noi e una volta l’anno, la notte tra l’1 e il 2 novembre, ritornano sulla Terra per omaggiare i bambini con dei regali. Tutti, infatti, aspettavano con ansia l’arrivo dei cari defunti che, come da tradizione, la mattina accanto al letto avrebbero fatto trovare dei regali. Questo regalo aveva un significato e un valore particolare, perché rappresentava un legame affettivo con il defunto della famiglia che si voleva ricordare. Oggi purtroppo questa tradizione si sta perdendo, noi ragazzi, infatti ci prepariamo per festeggiare Halloween, una festa di origine celtica che si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre con scherzi (dolcetto o scherzetto) e travestimenti macabri, dimenticando il vero significato della festa dei morti.
Nella mia famiglia, però questa tradizione è ancora molto sentita e per me il 2 novembre è un giorno molto speciale. Quando avevo tre anni e mezzo il mio caro nonnino mi ha lasciato e, dato che non potevo vederlo, avevo paura che lui fosse scomparso per sempre. I miei genitori, però mi hanno subito rassicurata, spiegandomi che il nonno sarebbe stato sempre con me, lui era diventato il mio angelo custode in Paradiso, e che ogni anno, il giorno dei morti, sarebbe tornato per portare a noi nipoti dei regali che  simboleggiano il suo amore  infinito nei nostri confronti.