ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

DIODORINO NEWS

La Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia compie 30 anni: “Buon compleanno”!

DI: Elisabetta Mereu

La Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha compiuto trent’anni! È stata approvata il 20 novembre 1989 e da allora 196 Stati del mondo si sono impegnati a rispettare i diritti in essa riconosciuti. L’Italia ha ratificato la convenzione nel 1991.

La Convenzione è così importante perché è stata il primo vero trattato a stabilire diritti universalmente riconosciuti ai minori: tutti i bambini e le bambine del mondo sono titolari degli stessi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

Si compone di un preambolo, 54 articoli in cui non solo vengono elencati e specificati i diritti dei bambini ma vengono individuate le modalità per rendere concreta la loro realizzazione e tre protocolli opzionali che riguardano i bambini in guerra, lo sfruttamento sessuale di minori e le procedure di reclamo che possono essere attivate anche dai minori.

I principi fondamentali della Convenzione sono:

  1. a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione.
  2. b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino deve avere la priorità.
  3. c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione.
  4. d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano

Ma la convenzione è veramente attuata? In realtà sembrerebbe di no. Sono ancora milioni i bambini nel mondo che muoiono prima dei 5 anni per malattie facilmente curabili, che non hanno istruzione e non possono andare a scuola, che sono costretti a fare lavori pericolosi, che sono vittime di sfruttamento sessuale; troppe bambine sono costrette a matrimoni precoci e troppi minori sono arruolati come bambini soldato. E anche se guardiamo solo all’Italia, troppi bambini vivono in condizione di povertà, sono costretti a subire o ad assistere a violenze o sono vittime di discriminazione perché immigrati.

Per questo è giusto “celebrare” ogni anno la nascita della Convenzione, per mantenere vivo l’interesse sul tema dei diritti che non dobbiamo dare per scontati.

La Convenzione non è un punto di arrivo, ma di partenza, come un albero che è stato piantato, che ha messo le radici ma che deve ancora crescere.