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L’Estate di San Martino tra storia e leggenda

DI: Emanuele Zuccarello

L’espressione estate di San Martino indica un periodo autunnale di bel tempo. Ma perché l’estate di San Martino si chiama così? Il nome della festa prende origine da una leggenda religiosa secondo cui Martino di Tours, durante una tempesta, si liberò del suo mantello per donarlo a un mendicante. La storia vuole che, per miracolo, la pioggia cessò di cadere, il vento di infuriare, le nubi sparirono dal cielo e il tempo divenne mite e piacevole. Quella stessa notte gli apparve in sogno Gesù avvolto nel mezzo mantello che egli aveva donato al povero; da ciò capì che la sua era stata una sorta di prova. Dopo questo episodio Martino, che in realtà non era battezzato, intraprese il cammino della Fede e divenne un cristiano a tutti gli effetti, per poi diventare vescovo di Tours nel 371 d.C.  La festa di San Martino, secondo la tradizione, dà inizio alla cosiddetta estate di San Martino: estate che durerebbe circa tre giorni  infatti esiste anche un proverbio che recita: “l’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”. Questo periodo dell’anno, di solito, è caratterizzato da un ritorno momentaneo del caldo dopo alcuni giorni di freddo. In molte regioni d’Italia l’11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo, da qui il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino”, ed è un’occasione di ritrovo e festeggiamenti nei quali si brinda, appunto, stappando il vino appena maturato, accompagnato da castagne. La tradizione di questa festa è legata anche alla cultura contadina.  Nel nord Italia, specialmente nelle aree agricole, fino a non molti anni fa tutti i contratti di lavoro, ma anche di affitto e mezzadria, avevano inizio e fine l’11 novembre, data scelta in quanto i lavori nei campi erano già terminati senza però che fosse già arrivato l’inverno. Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l’11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia che si spostavano da un podere all’altro, facendo “San Martino”, nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco. Ancora oggi in molti dialetti e modi di dire del nord “fare San Martino” mantiene il significato di traslocare.

 di Emanuele Pio Zuccarello e Fortunato Elia Petronaggi ID