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DIODORINO NEWS

Picchiata dal patrigno a soli 22 mesi

DI: Orazio Marchese

Altro episodio di violenza su un minore: il 13 febbraio una bambina di 22 mesi è stata picchiata dal compagno della madre, un disoccupato di 24 anni. La mamma, Sara, non si trovava in casa, chiamata dal compagno perchè la bambina a suo dire non stava bene e non respirava,  rientra nell’appartamento e trova la figlia, piena di lividi e priva di sensi. Capita la gravità della situazione viene chiamata l’ambulanza e la Polizia, saranno proprio i poliziotti a scortare madre e figlia fino all’ospedale.  In un primo momento la donna ha cercato di difendere l’uomo, ma i medici hanno capito che non si trattava di una caduta, le lesioni riportate erano frutto di percosse ed anche di una certa violenza. La bambina presentava ecchimosi su tutto il corpo, graffi sul volto e mostrava segni di morsi che di certo non dipendevano da una caduta. Alcuni lividi erano vecchi e questo fa presumere che, probabilmente, non era la prima volta che veniva usata violenza sulla bambina. I carabinieri si sono recati, successivamente, a casa della coppia, l’uomo, dopo essere stato  messo alle strette, ha confessato, ma si é giustificato attribuendo il suo gesto ad un raptus dovuto ad una forte esasperazione per il pianto continuo della bimba. La bambina è adesso ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Le condizioni sono in miglioramento, ma la prognosi non viene sciolta. La  mamma della gemellina e questo uomo convivevano da soli due mesi, Sara ha affermato in varie interviste che il compagno non aveva mai alzato nè la voce nè le mani nei confronti della bambina e delle sorelline. Come spesso accade in queste situazione molte sono le indiscrezioni trapelate, molte le notizie pubblicate sui giornali e sui social in cui la madre viene accusata di essere una cattiva madre,  di essere responsabile dell’accaduto, di avere anteposto l’amore per quest’uomo all’amore per i figli. Lei, in un’intervista fatta  a “Pomeriggio Cinque” da Barbara D’Urso ha smentito molte delle accuse mosse nei suoi confronti, manifesta un profondo dolore per la situazione della figlia e delle altre due che sono state inserite in una casa famiglia, non le è consentito neanche poter vedere la bimba ricoverata in ospedale. Le indagini andranno avanti, la giustizia farà il suo corso e si arriverà alla verità che speriamo possa restituire serenità e speranza ai protagonisti di questa triste vicenda.