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Scritte razziste contro un giovane senegalese

DI: Roberta Amata

Gli italiani sono diventati razzisti? La domanda mi è sorta dopo aver sentito la notizia su un ragazzo senegalese contro cui sono state scritte, sui muri vicino la sua abitazione, delle frasi dal sapore chiaramente razzista, frasi accompagnate da una svastica nazista. Questo è successo in un paesino, Melegnano, in provincia di Milano, dove vive un ragazzo di origini senegalesi, Bakary Dandio, di quasi 22 anni, adottato da una famiglia italiana circa 4 anni fa. Dandio arrivò in Italia nel 2015, attraversando il Mediterraneo su un barcone dopo esser passato per i centri di detenzione in Libia, luoghi di tortura, dove i diritti umani vengono sistematicamente violati. Dandio è stato poi adottato da una coppia italiana che lavorava nei centri di accoglienza.
L’esperienza di integrazione sembrava andare bene, il ragazzo, che pratica sport militando nell’Atletica Leggera Melegnano, ha vinto i campionati nazionali di atletica leggera del Csi nei 400 e 800 metri. E’ piuttosto conosciuto a Melegnano e tutti gli vogliono bene. Eppure qualche giorno addietro sono comparse le prime scritte contro la famiglia ed il giovane. Frasi che preferisco non riscrivere perchè offendono non solo Bakary, ma tutto un popolo, il popolo italiano che da sempre ha aiutato  poveri e meno fortunati, ma che adesso improvvisamente si scopre essere razzista. La famiglia Pozzi ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri, tanta la solidarietà da parte degli abitanti del paese e del sindaco il quale ha affermato che si è trattato di un gesto da condannare  e che non rispecchia la comunità locale. Giorni fa è stata organizzata una manifestazione nel paese per denunciare l’accaduto e per dare sostegno alla famiglia del giovane, vi hanno partecipato 1500 persone. Ma, mentre si svolgeva la manifestazione, un giornalista della trasmissione televisiva “Piazza pulita” si mescolava tra alcuni giovani del paese per fare delle domande in merito alle scritte, ed ecco allora che è venuto fuori l’altro volto dell’Italia e degli italiani, che più che razzisti sembrano impauriti, hanno paura che il “negro”, come lo chiamano loro, sia venuto per comportarsi male, per violentare le donne italiane, per godere di privilegi che ai disoccupati e ai pensionati italiani sono negati, per rubare loro il lavoro, insomma dalle loro parole, sicuramente anche violente, è emerso un malessere che purtroppo sta colpendo alle radici la società italiana. Il problema esiste, è indiscutibile, ma mi auguro che, chi ci governa, possa non solo legiferare per migliorare la situazione, ma possa anche punire gesti come quelli accaduti a Melegnano. Voglio concludere queste mie riflessioni con una frase di Tahar Ben Jelloun: “Siamo sempre lo straniero di qualcuno. Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo”.