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Storia di un bambino immigrato

DI: Riccardo Greco

Ayoub è un ragazzino di 12 anni di origine marocchina, arrivato in Italia quando era solo un bambino. Una mattina a lezione si parlò proprio di integrazione e la professoressa iniziò a fare qualche domanda ad Ayoub del tipo: parla del tuo paese, della tua famiglia… Lo invitò ad alzarsi e a raccontare la sua storia: Io sono Ayoub Arif, ho 12 anni e sono marocchino, più precisamente di Agadir, una città bellissima sul mare. Mio padre è di Agadir e mia madre è di Tiznit, una città piena di allegria. Spesso andavo lì a trovare i miei nonni. Sono arrivato in Italia quando avevo solo 4 anni, siamo dovuti scappare perché nel mio paese era cominciata una guerra e allora abbiamo deciso di andare via,di scappare. Sapevamo che il viaggio non sarebbe stato semplice, ma come diceva mio padre “in nave si rischia di morire una volta, nel nostro paese tutti i giorni”. Quindi in preda alla disperazione siamo partiti. Abbiamo visto annegare amici, abbiamo assistito a torture di ogni genere… ma alla fine siamo arrivati a destinazione. I miei genitori non hanno accettato di andare nei campi per migranti, ma hanno preferito raggiungere un amico di mio papà. Forse questa è stata la nostra fortuna. I miei genitori hanno cominciato a lavorare giorno e notte, ma quello che guadagnavano bastava solo per mangiare, ma per noi era già tanto. Non vedevo più mio padre perché andava a lavoro e tornava quando io dormivo. Gli amici dei miei genitori avevano un bambino di nome Mohammed. Grazie ai datori di lavoro dei nostri genitori abbiamo potuto frequentare l’asilo per immigrati. Appena però sono cresciuto, sono iniziato i veri problemi. Ho dovuto sopportare bullismo e razzismo, ma non mi sono arreso e ho continuato a studiare per raggiungere i miei obbiettivi e ce l’ho fatta, riuscendo a zittire tutti quelli che mi prendevano in giro. Adesso grazie al lavoro dei miei genitori e ai loro sacrifici sono più felice e ho dei compagni meravigliosi come voi. Ho intenzione di continuare a studiare nella speranza di poter vivere meglio… non lo faccio solo per me, ma anche per i miei genitori, per garantirgli una vecchiaia serena-La storia di Ayoub commosse tutti i suoi compagni che si alzarono per andarlo ad abbracciare promettendogli di stargli accanto e di aiutarlo il più possibile.