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Sub e droga, tra morte e mistero in Sicilia.

DI: Erika Gagliano

Quale potrebbe essere la relazione tra tre sub trovati morti e il ritrovamento di grosse quantità di droga sulle spiagge siciliane?
A questa domanda stanno cercando di dare una risposta le procure di Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina.
Il caso ha inizio con la scoperta dei cadaveri di tre sub. Il primo è stato trovato il 31 dicembre 2019 a Cefalù (Palermo), il secondo l’8 gennaio a Castel di Tusa (Messina) e il terzo a Termini Imerse (Palermo) il 15 gennaio.
I carabinieri non sono riusciti a risalire all’identità dei sub a causa delle pessime condizioni dei corpi e anche perché non sono state fatte denuncie di scomparse e neanche di naufraghi. Grazie all’autopsia fatta sui corpi si è appurato che si tratta di due uomini sui 50 anni.  Al mistero si unisce il ritrovamento di grosse quantità di droga nelle spiagge di Capo d’Orlando (Messina), Castelvetrano (Trapani) e San Leone (Agrigento). Si tratta di 98 chili di hashish per un valore di un milione di euro. Gli inquirenti  che stanno lavorando sui casi pensano che tutti questi eventi siano collegati tra loro e stanno formulando delle ipotesi.
È probabile che i sub si potessero trovare su un’imbarcazione che trasportava droga e  che sia avvenuto un naufragio a causa dei forti venti, oppure che gli uomini siano stati mandati a recuperare la droga che si è dispersa in mare.
Si sta tenendo conto anche dei particolari, ad esempio, uno dei sub indossava la muta e scarpette da tennis, da questo si capisce che non stava effettuando pesca subacquea. Naturalmente le ipotesi fatte fino ad ora devono essere ancora verificate. L’unica certezza è che la droga continua a mietere comunque vittime.