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VENEZIA SOTT’ACQUA

DI: Gabriele Patané

 

Venezia, una tra le più belle città del mondo e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO,  in questi ultimi giorni è una città in ginocchio a causa dell’incessante pioggia che si è abbattuta ininterrottamente, causando un notevole innalzamento dell’acqua nella laguna veneta. In realtà Venezia è sempre stata vittima delle piogge, ma questa volta ha avuto un colpo di grazia in quanto l’acqua ha raggiunto  circa 160 centimetri dal livello del mare.

I danni al patrimonio civile pubblico, ai monumenti e alle attività sono stati molti e di un certo valore: economico, storico e culturale, uno su tutti la Basilica di San Marco nonostante l’apposizione di barriere abbia fatto in modo che diminuisse il flusso di acqua nella cripta.

È di “circa 40 milioni di euro” la prima stima dei danni subiti “dai solo beni ecclesiastici di Venezia” in conseguenza delle maree di questi giorni.

Per evitare che altre piogge possano danneggiare ulteriormente la città, è stato presentato il MO.S.E. Si tratta di un progetto in fase di realizzazione, finalizzato alla difesa della città di Venezia  e della sua laguna dai pericoli delle acque alte; è costituito principalmente da tre dighe a scomparsa poste alle tre bocche di porto lagunari che, azionate tramite variazione della propria  galleggiabilità,  saranno utilizzate allo scopo di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal mare Adriatico.

Il MO.S.E è un progetto su cui sono stati spesi 5 miliardi di EURO e consiste in un insieme di 21 paratie che si sollevano per bloccare il flusso dell’acqua all’interno della laguna. Questo progetto fino ad ora non ha mai avuto successi ma solo critiche per il suo malfunzionamento nonostante i soldi spesi. Secondo una ricerca scientifica, Venezia entro la fine del secolo verrà sommersa dal mare Adriatico, questo a causa dell’innalzamento del mare Mediterraneo e soprattutto a causa dell’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

Auguriamoci che questo problema possa essere risolto nel migliore dei modi anche attraverso la prevenzione.

di Gabriele Patanè IIIE