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Per non dimenticare … La protesta del latte a cura di Sandra Fadda-Francesca Figus-Sara Sechi 3 A

DI: Luciana Putzolu

IL “MIRACOLO” DELLA COOPERATIVA DI DORGALI

“Il prezzo medio del latte nella mia azienda, che rappresento da 6 anni, è di un euro al litro. Se ci siamo riusciti noi perché non ci dovrebbero riuscire gli altri?”

Le parole di Leonardo Salis, 51enne pastore di Dorgali, presidente della cooperativa pastori del paese e della Coldiretti Nuoro Ogliastra, risuonavano forti e chiare il 2 aprile alla Fiera internazionale di Cagliari durante il congresso dell’associazione di categoria. Parole di rabbia che ci hanno colpito subito. Così abbiamo deciso più tardi di rivolgergli qualche domanda.

La cooperativa di Dorgali conta 190 soci tra cui un 10% costituito da pastori provenienti da paesi limitrofi come Orosei, Lula, Urzulei, Nuoro.

Ma come riescono a mantenere il prezzo del latte stabile? La risposta è semplice: attuando un processo di pianificazione e diversificazione. Programmando come verrà trasformato ogni litro di latte venduto dai soci si sa in percentuale quanto pecorino romano o altro formaggio verrà prodotto. Con questa diversificazione (50% pecorino e 50% altri prodotti come caciotta, semicotto, stagionato, semistagionato) il prezzo del latte, nonostante i problemi del mercato del pecorino, è equilibrato dagli standard degli altri formaggi.

Negli ultimi sei anni la cooperativa pastori di Dorgali ha riconosciuto ai suoi soci una quotazione del latte al litro compresa addirittura tra 1,15 e 1,25 euro. All’apice della crisi, agli inizi del 2019, l’azienda ha pagato 0,90 euro al litro contro una media decisamente più bassa di 0,60  offerta dagli industriali, causa poi dello scoppio della protesta in Sardegna.

La cooperativa è un modello sotto tanti punti di vista: possiede anche un mangimificio a servizio di tutti gli associati. Inoltre, si occupa della vendita degli agnelli IGP dei soci, impegnandosi a trovare il compratore disposto a pagare il prezzo maggiore.

È questo ciò che serve ai pastori sardi, è questo che dev’essere realizzato. Servono forza di volontà e spirito di iniziativa per poter dare il via a qualcosa in grado di cambiare in meglio la condizione del pastore nella nostra isola.

Sandra Fadda  Francesca Figus  e sara Sechi 3 A