ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL MEGAFONO

Binario 21- Auschwitz.

DI: Martina Giarratano

Aveva 13 anni quando Liliana Segre  il 30 gennaio del 1944 si ritrovò su un carro bestiame al binario 21 della Stazione Centrale di Milano, dal vagone piombato non poteva vedere nulla, solo percepire l’alba e il tramonto, aveva perso la cognizione del tempo e non sapeva dove stava andando. Ad un certo punto il treno si era fermato: Auschwitz, intorno tanto freddo e desolazione. Una volta scesa dal treno si era ritrovata subito circondata da tanta gente: c’erano i prigionieri del campo che avevano l’ordine di smistare le valigie,  i soldati nazisti e le guardie con i cani al guinzaglio che abbaiavano. Era il 6 febbraio 1944 ed era stata destinata a lavorare in una fabbrica di munizioni insieme ad altre 700 donne e ragazze, che facevano i turni giorno e notte. L’anno e mezzo passato nel campo di concentramento e sterminio,  resta per lei un incubo ancora oggi. Quell’inferno era durato fino alla metà di gennaio del 1945 quando, con l’avanzare dei russi, i nazisti avevano deciso di evacuare il campo. Insieme agli altri prigionieri, aveva iniziato una marcia di settimane fino al campo di Malchow, in Germania, dove era restata fino all’aprile del 1945. Il 1° maggio,  il giorno della liberazione, non poteva crederci era salva, esausta ma felice.  Finalmente  quattro mesi dopo, alla fine di agosto del 1945, era tornata in Italia. Lei era rimasta viva ma tanti non erano sopravvissuti, nel loro ricordo è stata indetta la”Giornata Della Memoria,” una ricorrenza Internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno.