ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL MEGAFONO

La baracca numero 10

DI: Matteo Federico

Tra il maggio 1943 e il gennaio 1945 un gruppo di bambini di Auschwitz, i cosidetti bambini di Mengele, furono selezionati come cavie per gli esperimenti medici di Josef Mengele. Circa 3000 bambini furono selezionati a vivere e morire nel blocco 10 del campo, ne sopravvissero 200. Dal maggio 1943 Josef Mengele selezionava i prigionieri in arrivo al campo e  decideva chi dovesse incamminarsi direttamente per le camere a gas o chi fosse adatto al lavoro coatto. Mengele era convinto che la genetica potesse dare un contributo  al mantenimento della razza ariana. Mengele credeva che nei gemelli si trovassero i segreti dell’ereditarietà, quindi se li avesse scoperti avrebbe garantito il futuro e l’eternità della “razza ariana”.Dapprima Mengele lavorò come medico del campo rom ad Auschwitz-Birkenau. I bambini vivevano lì assieme ai genitori. Una delle prime iniziative di Mengele fu di creare il Kindergarten, una sorta di centro diurno per i bambini, dove essi potessero giocare durante il giorno. Mengele usò il Kindergarden per compiervi i primi esperimenti sui gemelli. Prima iniziò a fare esperimenti sui bambini rom oggetto delle attenzioni di Mengele non erano curati, bensì  e poi tra il maggio e l’agosto 1944 quando il campo rom fu completamente liquidato, Mengele rivolse la sua attenzione soprattutto ai gemelli ebrei. Ad Auschwitz-Birkenau, anche quando non fosse il suo turno come selettore, Mengele era quasi sempre presente, continuamente alla ricerca di bambini che ritenesse adatti ai suoi esperimenti. Almeno 3.000 gemelli furono selezionati. Essi venivano di regola sottratti ai loro genitori; soltanto in casi di bambini neonati, talora fu concesso alla madre di seguirli. La baracca numero 10 era riservata ai bambini di Mengele, erano degli “animali da laboratorio”. Dopo la doccia, era loro tatuato un numero secondo una sequenza speciale. I loro capelli non venivano immediatamente rasati né era imposta loro l’uniforme del campo. Mengele si preoccupava che essi fossero in buona salute. Ricevevano buone razioni alimentari e le condizioni di vita nella baracca erano migliori che altrove. Espletata al mattino il rituale dell’appello all’aperto, ai bambini era concesso giocare e non era imposto loro alcun lavoro. Mengele stesso si fermava con loro a scherzare, spesso donando loro delle caramelle. Ogni giorno però i bambini erano sottoposti ad esperimenti, prelievi del sangue o iniezioni di farmaci che e spesso causavano dolori gravi e infezioni. I bambini che si ammalavano subivano  interventi chirurgici, eseguiti senza anestesia, che potevano includere la rimozione di organi, o l’amputazione di parti del corpo. Quando un gemello moriva, l’altro veniva ucciso con un’iniezione al cuore di fenolo, per esaminare e confrontare gli effetti della malattia.