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6 motivi per cui il Coachella è così discusso

Di Angelo Mallardo


Probabilmente molti hanno sentito parlare di quel popolarissimo festival che è il Coachella (per intero “Coachella Music and Arts Festival”), uno degli eventi più discussi e attesi di tutto il panorama dei festival musicali, che propone centinaia di artisti (famosi o meno) nell’arco di tre giorni. Il festival ebbe la sua prima edizione nel 1999, edizione che però costò un enorme perdita di 800.000 dollari ai fondatori dell’evento, e li costrinse a saltare quella dell’anno successivo. Nel 2001 però, grazie anche al contributo di Perry Farrell, frontman dei Jane’s Addiction e creatore del festival Lollapalooza, il Coachella ripartì e negli anni aumentò sempre di più la sua affluenza, fino a raggiungere un massimo storico di 579.000 persone nel 2014.
Nonostante ciò, negli anni il festival ha creato attorno sè numerose polemiche, sia dal punto di vista politico che sociale.
1) Il proprietario del festival è accusato di supportare partiti anti-LGBT.
Nonostante abbia negato tutte le accuse, il proprietario della principale associazione finanziatrice del Coachella, è stato accusato di donare grandi quantità di denaro a tre associazioni con agende anti-LGBT e pro-armi, quali “Alliance Defending Freedom”, “National Christian Foundation” e “Family Research Council”.
2) Divieto di bere.
Questo è un punto che potrebbe sembrare poco importante, ma che ha scatenato le critiche di molti partecipanti. Non si può bere alcuna bevanda alcolica mentre si ascoltano i propri artisti preferiti, regola che farebbe ridere un qualsiasi festival musicale britannico.
3) Vengono spesi 2.2 milioni di dollari in “arte pubblica”
Ricordiamo che il Coachella oltre ad essere un festival musicale si occupa anche di arte, per lo più opere e installazioni “pubbliche” che costano ai promotori del festival circa 2.2 milioni di dollari annualmente.
4) I prezzi.
La sola entrata al festival, senza il famoso servizio di campeggio e senza navetta per arrivare costa 429 dollari. Per quanto riguarda il campeggio, si va dai 125 per notte fino all’irrisorio prezzo di 9500 dollari. Ciò ci fa presagire quanto questo festival sia inaccessibile a molte persone, magari interessate esclusivamente alla musica che si ritrovano costrette a spendere centinaia di dollari per avere un’esperienza che, per vari motivi, si può avere in qualsiasi altro festival per prezzi estremamente minori.
5) E’ offensivo verso la cultura nativa americana.
Negli anni, sempre più partecipanti hanno iniziato a indossare copricapi e simboli tipici dei nativi americani, come se fossero un normale costume. Questo ha suscitato molte polemiche da parte della comunità nativa americana, secondo cui i copricapi possiedono un profondo significato spirituale e non devono essere usati come mero accessorio. Tuttavia, gli organizzatori non hanno voluto prendere provvedimenti riguardo a questa tendenza, diversamente da altri festival.
6) Andare al Coachella “va di moda”.
Questo punto si collega parzialmente a quello precedente, dato che parliamo dell’impatto culturale del festival. Andare al Coachella ormai non è più un “andiamo ad ascoltare i nostri artisti preferiti”, bensì un “andiamo a sfoggiare i nostri outfit più floreali e pazzerelli”: molte persone non sono nemmeno interessate alla musica, a loro basta andare al festival e scattare un sacco di foto da postare su Instagram.
Un pubblico poco interessato alla musica e poco attivo come “folla” suscita sicuramente sgomento alle persone effettivamente interessate agli artisti e agli artisti stessi, che sul palco spesso non riescono a connettersi col pubblico, come farebbero invece in un qualsiasi festival sudamericano o britannico (noti per essere i raduni musicali con le folle più selvagge).