ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIORNALISMO SCOLASTICO

TARGA D'ARGENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

MAJOR@NAPRESS

Figli illustri della terra aurunca: Madre Maria Benedetta di Gesù

DI: Gemma Immacolata

-LA REDAZIONE- Nel cuore dell’Africa,  precisamente in Nigeria, a Lagos, in uno dei luoghi più poveri del mondo, sorge un monastero, luogo di santità, preghiera e meditazione. Il Monastero “Mater Ecclesiae” è nato canonicamente a Lagos il 22 febbraio 2004 ad opera del cardinale Anthony Okogie e  ha avuto origine dall’ispirazione di Giovanni Paolo II contenuta nel decreto del 25 marzo 1994, con il quale erigeva il primo monastero di vita contemplativa in Vaticano conosciuto in tutto il mondo: il Mater Ecclesiae. Il monastero Mater Ecclesiae di Lagos è stata edificato su un terreno requisito alla Chiesa  dal Governo durante la dittatura, che è stato assegnato  gratuitamente alle suore da un governatore musulmano per la realizzazione del monastero, e riceve ancora molte donazioni  e lasciti  da cristiani e musulmani. La Madre superiora, nonché la promotrice della fondazione del monastero, Maria Benedetta di Gesù, Rita Prassino, è nata a Sessa Aurunca, dove ha frequentato il Liceo per poi laurearsi in Giurisprudenza. Le monache del Monastero professano il voto pubblico costitutivo e speciale Tota Tua, consacrandosi alla Mater Ecclesiae nell’adorazione eucaristica perpetua; fanno il voto della clausura missionaria, che le obbliga all’obbedienza al Santo Padre circa l’apertura di monasteri in ogni parte del mondo; professano i voti di castità, obbedienza e povertà. Il monastero è un punto di attrazione, di preghiera e di contatto non solo per i cattolici ma anche per gli altri cristiani e musulmani; è il luogo per eccellenza dell’incontro intimo e personale dell’uomo con Dio. Per i fedeli di Lagos la Cappella  del  monastero  è il luogo della grazia, del riposo, è il rassicurante rifugio  da brutture e sofferenze, dalla povertà, dall’ingiustizia, dalla disperazione. È, insomma, il luogo della fede, della speranza  e della pace vera. Madre Maria Benedetta di Gesù afferma che  gli africani hanno uno spiccato senso religioso, tanto da considerare la vita monastica come una realtà altamente sacra e trascendente, più del sacerdozio stesso. La vita monastica, pertanto, viene ritenuta la scelta più totale di rinuncia al mondo che un uomo o una donna possa fare per Dio e per i fratelli, quindi, è molto rispettata. “Quella africana – secondo quanto sostiene Madre Maria Benedetta di Gesù – è una Chiesa martire, che, con la forza della fede, lotta contro nemici che si chiamano fame, povertà, ingiustizia, guerra, corruzione, sottosviluppo, pur possedendo tutto, e lotta anche contro nemici interni come il fondamentalismo, la superficialità della preghiera e della formazione, i problemi legati alla realtà tribale o alla secolarizzazione.” Il Presidente Napolitano ha conferito    l’Onorificenza Cavaliere dell’Ordine della «Stella d’Italia», con facoltà di fregiarsi delle insegne dell’Ordine, a suor Rita Prassino (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 4 settembre 2014. Concessione di onorificenze dell’Ordine della «Stella d’Italia» nei gradi di Ufficiale. Art. 1., pubblicato su G.U. del 30-9-2014 n. 227) Madre Benedetta è una donna eccezionale, che affronta la vita con vero spirito cristiano: la vita per lei è servizio, è donarsi agli altri, è sorriso e pace, è luce , è illuminazione che traspare dal volto, è, insomma, santità e amore incondizionato per il prossimo soprattutto per i deboli e gli indifesi. La nostra Rita Prassino (Madre Benedetta di Gesù) è una delle glorie sessane.
Madre Benedetta, con l’ aiuto degli abitanti e delle Associazioni della  Diocesi di Sessa Aurunca, è riuscita, lo scorso anno, a “riempire” con viveri e oggetti un container che l’armatore Grimaldi ha messo a disposizione e ha trasportato gratuitamente in Nigeria.
Madre Benedetta di Gesù ritornerà a Sessa Aurunca nel mese di Luglio per procedere a  una nuova raccolta di generi di prima necessità da inviare in Nigeria, per aiutare  soprattutto i bambini di sei orfanatrofi che sono bisognosi di tutto.