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La luna, tra scienza e arte.

DI: Gemma Immacolata

di LA REDAZIONE-

 

21 luglio 1969 alle ore 4.55 ore italiane: primo allunaggio nella storia dell’umanità.

Niel Armstrong, astronauta statunitense, appena sceso sul suolo lunare dichiarò “E’ un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità.” Armstrong, inquadrato dalla telecamera di Buzz Aldrin, disse “….dedico questo esperimento a Galileo, nella mano destra ho una piuma, nella sinistra un martello ora li lascio cadere contemporaneamente” e tutti i telespettatori  videro che sulla Luna i due corpi toccarono suolo nello stesso istante.

Un momento storico molto importante e una straordinaria conquista scientifica!

Prima che l’uomo vi posasse piede desacralizzando la sua funzione ispiratrice, la luna ha ispirato per secoli la fantasia di moltissimi scrittori, poeti e artisti.

Ricordiamo le opere degli  autori più famosi.

Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., nella sua “Storia vera”, dscrive un viaggio immaginario  verso la luna con una nave.

 Il secondo canto del Paradiso è quasi un trattatelo di scienza lunare: Dante ha un dubbio riguardo a quale sia l’origine delle macchie lunari visibili dalla Terra. Secondo lui le diversità tra le parti luminose e quelle scure sono causate dalla diversa densità dei corpi ma subito Beatrice dà una spiegazione di natura metafisica al fenomeno: la maggiore o minore intensità degli astri è legata al diverso grado di compenetrazione nei cieli della virtù angelica.

Nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto,  Astolfo, in groppa all’ippogrifo, arriva fino al Paradiso Terrestre e qui è accolto da S. Giovanni Evangelista, che lo scorta poi sulla Luna a bordo del carro d’Elia e gli fa da guida.

Astolfo sulla Luna
(Orlando furioso, XXXIV, 70)

 

Tutta la sfera varcano del fuoco,
ed indi vanno al regno de la luna.
Veggon per la più parte esser quel loco
come un acciar che non ha macchia alcuna;
e lo trovano uguale, o minor poco
di ciò ch’in questo globo si raguna,
in questo ultimo globo de la terra,
mettendo il mar che la circonda e serra

 

 

Jules Verne, in Dalla Terra alla Luna, anticipa le prime fasi dello storico  allunaggio avvenuto realmente oltre cento anni dopo e racconta la storia di tre uomini baffuti in un cilindro che sbarcano sulla Luna a bordo di un enorme proiettile, precursore dei moderni razzi.

Leopardi in moltissime sue liriche ha descritto  l’immagine lunare. Attraverso la lettura delle sue opere (Frammento XXXIXLa Sera al dì di festaAlla Luna, La vita solitaria, Canto Notturno di un pastore errante nell’Asia) è possibile comprendere il rapporto tra il poeta e l’astro, sempre in continua evoluzione.

 

Alla luna è una delle liriche dei Canti di Giacomo Leopardi, composta a Recanati nel 1820.

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri

Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia è una poesia di Giacomo Leopardi composta a Recanati tra il 1829 e il 1830.

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

silenziosa luna?

Sorgi la sera, e vai,

contemplando i deserti; indi ti posi.

Ancor non sei tu paga

di riandare i sempiterni calli?

Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga

di mirar queste valli?

Somiglia alla tua vita

la vita del pastore. […]

Tristezza della Luna di Charles Baudelaire

Questa sera la luna sogna più? languidamente;
come una bella donna che su tanti cuscini
con mano distratta e leggera
prima d’addormirsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente,
si abbandona
a lunghi smarrimenti,
girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell’azzurro come fiori in boccio.
Quando,
nel suo languore ozioso,
ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta,
odiatore del sonno,
accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d’opale,
e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.

O falce di Luna calante di Gabriele D’Annunzio

O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
Aneliti brevi di foglie,
sospiri di fiori dal bosco
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe ’l vasto silenzio va.
Oppresso d’amor, di piacere,
il popol de’ vivi s’addorme…
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù! […]

Un uomo e una donna davanti alla luna è un dipinto romantico realizzato nel 1820 dal pittore Caspar David Friedrich. È conservato nello Staatliche Museen di Berlino. Luna nascente sul mare  (1822), sempre di Friedrich, si trova presso la Nationalgalerie di Berlino.

 

 

 

 

Dipinto nel 1889, Notte stellata, di Vincent Van Gogh (di cui esistono molteplici versioni) rappresenta forse, più di ogni altra opera del grande pittore olandese, la summa della sua concezione naturalistica. Il cielo, le stelle, la luna sono collegati da un movimento che ci dà l’impressione di trovarci in un vortice.

 

 

Nel 1912 fu pubblicata la novella “Ciàula scopre la luna” di Luigi Pirandello. Agli occhi affascinati e stupiti del protagonista la luna assume le connotazioni del divino: l’apparizione della dea conforta, consola, libera dalle angosce, ridà la vita.

Sulla luna di Gianni Rodari

Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!

Canto alla luna di Alda Merini

La luna geme sui fondali del mare,
o Dio morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell’anima ferita.
La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parodie del destino.
Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento
quanto basti per darti
un unico bacio d’amore.

Mandela ne La luna e la mantide narra d’una mantide dalle ali corte che voleva cavalcar la luna nel tentativo d’affascinar l’intero mondo animale.

All’indomani dell’atterraggio dei primi astronauti sulla Luna, Giuseppe Ungaretti scrisse: ”Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Che cosa hanno fatto veramente questi uomini?Si può dire che hanno usato violenza alla natura ribellandosi alla legge che li legava alla Terra: ma si può dire allo stesso tempo che hanno saputo trovare altre leggi nascoste in un più lontano segreto della natura, e che hanno saputo sfruttarle con la loro intelligenza per appagare il loro bisogno di conoscere. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la Luna. Basterà rileggere le pagine più antiche di ogni cultura per trovare questo richiamo perenne. Oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà. La fantasia ha sempre preceduto la storia come una splendente avanguardia. Continuerà a precederla….Gli uomini continueranno a vedere la Luna così come appare dalla Terra, anche se la sua conoscenza fisica e scientifica potrà essere approfondita o modificata. Ma per gli effetti ottici che ha sulla Terra, la Luna rimarrà sempre per i poeti, e penso anche per l’uomo qualunque, la stessa Luna”.

Ed è proprio così.